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    20 November

    Fahrenheit 451 - Ray Bradbury

     
    Lo scrittore nordamericano Ray Bradbury scrisse il suo più celebre romanzo Fahrenheit 451 nel 1951 con il titolo originario The fireman e venne pubblicato nel 1953. Considerato tra i più grandi autori di letteratura fantascientifica, Bradbury ha ambientato la storia in un ipotetico futuro in cui la lettura di libri è considerata un grave reato e i vigili del fuoco hanno il compito di appiccare incendi ovunque esistano volumi da distruggere. Il titolo del romanzo si riferisce appunto alla temperatura di 451 Fahrenheit che è quella a cui brucia spontaneamente la carta.
    Il protagonista del romanzo è l’irreprensibile vigile del fuoco Guy Montag che da anni rintraccia coloro che delinquono leggendo o detenendo libri e da loro fuoco. Questa società futuristica è improntata sulla televisione come sistema di comunicazione, di informazione e soprattutto di istruzione di tutti i cittadini. E’ una televisione interattiva e il governo se ne serve affinché i cittadini possano recepire ciò che è stato definito giusto o sbagliato.
    Un giorno come tanti, Montag legge un piccolo trafiletto di un libro e comincia a nascondere in casa propria alcuni volumi. Questo atteggiamento si verifica contemporaneamente alla conoscenza della giovane vicina Clarisse. La ragazza gli racconta che c’è stato un tempo in cui leggere e scrivere non era reato e in cui i vigili del fuoco avevano il compito di spegnere gli incendi e non di provocarli. La famiglia di Clarisse non possiede televisione e trascorre le serate parlando e scambiando opinioni. La cosa strana per Montag è che sembra una famiglia davvero serena e felice. Gli viene perciò spontaneo chiedersi se la sua è una esistenza altrettanto gioiosa insieme alla giovane moglie Mildred. Purtroppo la risposta che trova senza tanta fatica è che non lo è affatto. La moglie ha appena tentato il suicidio ingerendo barbiturici, non desidera bambini ed è completamente succube degli schermi televisivi. Lei e Montag nonostante anni di convivenza non si conoscono affatto, ma quel che è più sconcertante è che da parte della moglie non c’è alcun desiderio di creare complicità, non c’è alcun desiderio d’amore. Una sera poi rimane sconvolto dalla decisione di una vecchia signora che, pur di non abbandonare la sua biblioteca, preferisce lasciarsi ardere viva insieme ai suoi libri. Montag comprende che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nella sua vita e i libri gli aprono invece un mondo nuovo. Questo nuova presa di coscienza porta alla sua rovina: la moglie lo denuncia e lo abbandona; il suo capo e i suoi colleghi gli si rivoltano contro. Quando giungono a casa sua per incendiare i libri che vi ha nascosto, Montag, costretto a partecipare egli stesso all’operazione, si ribella e provoca la morte del suo capo Beatty, ma prima di essere arrestato riesce a fuggire. Viene scatenata una vera e propria caccia all’uomo, ma fortunatamente Montag, rifugiatosi in campagna, incontra un gruppo di persone che come lui credono nel valore dei libri e che lo aiutano. Hanno trovato un sistema per tramandare la conoscenza e non essere considerati dei nemici pubblici…
    Nel 1966 è stato tratto da questo romanzo il celebre film diretto da Francois Truffaut con Oskar Werner e Julie Christie. Indubbiamente un buon film anche se non è riuscito a pieno nell’intento di trasporre e per certi versi sconvolgere come il libro.
    Fahrenheit 451 possiede numerose analogie con
    1984 di George Orwell e Il mondo nuovo di Aldous Huxley. Meritano tutti di essere letti, anche se credo che 1984 sia il più complesso e ricco.

    Il mondo di Fahrenheit 451 è un incubo e chiunque leggerà questo libro si renderà conto di quanto abbia precorso i tempi, di quanto sia stato profetico. Persone che non possono fare a meno degli schermi televisivi, automi che ingurgitano informazioni senza alcuna possibilità di selezionare e scegliere; libri e cultura banditi come nemici della società civile; idee e ideali inesistenti.
    Un quadro spettrale, ma per certi versi attualissimo

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